Ivana Laura Sorge

IVANA LAURA SORGE | ARCHITETTO

Sibeg s.r.l. si trova a Catania presso la zona industriale. Lo stabilimento si estende su un’area totale di 58.000 mq, di cui 21.000 al coperto. La struttura dal 2000 ospita sia la zona dedicata alla produzione, che quella degli uffici amministrativi, commerciali e di direzione.

La prospettiva dalla quale è partito il progetto è stata mettere al centro la persona. Il dialogo con la committenza e gli utenti coinvolti prima dell’intervento per capirne le esigenze, è stato alla base della progettazione e con soddisfazione si è appurato a distanza di tempo dalla realizzazione, che le idee progettuali sono state soluzioni efficaci sia da un punto di vista distributivo ed organizzativo e di rapporto con l’esterno, che di qualità architettonica dal punto di vista dell’apporto di luce naturale, comfort termico, qualità dell’aria e acustica. A caratterizzare il progetto degli spazi Sibeg è una distinzione funzionale tra area dirigenziale, sala hall ingresso e area servizi igienici, accessibili anche ai diversamente abili, attraverso rampe che diventano inclusione nell’architettura.

L’intervento è relativo alla ristrutturazione di uno degli edifici un tempo adibito a mensa e servizi igienici donne, con l’obiettivo dell’amministratore delegato di rifunzionalizzare gli spazi per creare un’importante sala conferenze e riunioni. L’edificio ha un’esposizione principale ad est che si affaccia sull’area di smistamento merci e capannoni di imbottigliamento, separati da una zona pedonale e a verde.

La sala ex mensa ampliata e convertita in sala conferenze, hall di ingresso e servizi igienici annessi.

L’importanza dell’acustica è rilevante in diversi punti della ristrutturazione, oltre che nella sala conferenza, anche nella separazione tra spazi a destinazione d’uso differenti. Tra la zona conferenze ed i servizi igienici, sono state utilizzate infatti pareti isolate acusticamente per ridurre la trasmissione di rumore.

L’ingresso si affaccia all’area esterna ed è caratterizzato da grandi vetrate, non solo per illuminare gli spazi privilegiando la luce naturale fino all’imbrunire, ma anche per avere il contatto con la realtà della parte di stabilimento limitrofa, un contatto visivo filtrato dal verde. La progettazione si è posta l’obiettivo di avere una luce naturale ottimale durante il giorno escludendo o riducendo il supporto di quella artificiale.

La sala conference e riunioni rispecchia il DNA di Coca-Cola, minimale ed essenziale ma al contempo elegante per esserne lo spazio di rappresentanza che accoglie i visitatori mettendoli anche in comunicazione visiva con il verde all’esterno attraverso la facciata interamente vetrata.

L’ispirazione all’artigianalità sta nell’originalità creata da alcune parti dei controsoffitti, pensati come installazione artistica composta dalle bottiglie di vetro Coca cola, che illuminate creano un effetto suggestivo. Del resto la bottiglia coca cola è l’elemento caratterizzante del marchio e dei suoi prodotti di matrice industriale, sia per i materiali d’elezione che per le fogge, quale interpretazione contemporanea di uno stile informale che riflette scelte low tech. Oggetti amichevoli che, nella semplicità della funzione svelata, conferiscono all’ambiente in cui sono inseriti una precisa identità: quella del “prodotto industriale a marchio”.
Alla trasparenza del vetro fa da quinta la boiserie in legno, nella quale si mimetizza la porta filo muro che fa da ingresso ai servizi igienici annessi alla sala conferenze. L’essenza del rovere della boiserie artigianale, viene avvolta e messa in primo piano, dai colori tortora e bianco delle pareti.
In armonia con i colori medesimi, i pouf minimali e squadrati in ecopelle colore grigia, arricchiscono insieme alle poltrone bianche la zona hall, nella quale accedendo trova la giusta visibilità, il marchio storico ed aziendale ed frigo vintage di Coca cola.

Le zone ponderatamente illuminate anche artificialmente, trovano differenziazione nella scelta dei corpi illuminanti decorativi e a luce fredda delle bottiglie e luce calda dei faretti lungo il percorso distributivo prossimo alla facciata.
L’alternanza di giochi di luce fredda decorativa nello spazio filtro tra hall e servizi igienici e luce calda alternata alla luce neutra in tutti gli altri spazi, ne accentua l’intento. Un marchio a livello internazionale non poteva non essere accolto in un’ambiente raffinato